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Consumi e società

Truffe telefoniche, come proteggersi?

Redazione

Abbiamo intervistato l’Avv. Macri Claudia che ci ha fornito maggiori delucidazioni sulle truffe telefoniche.

Che cosa è una truffa telefonica?

La truffa telefonica rientra nel reato generico della truffa che usa come strumento un cellulare o una linea telefonica e spesso provengono soprattutto dall’estero. Si focalizzano su elementi della vita quotidiana come contratti di gas, luce, e così via. Bisogna fare molta attenzione, e non dare dati personali perché in poco tempo può essere prosciugato il credito telefonico, e nei casi più gravi, il conto corrente.

Come riconoscere i numeri delle truffe telefoniche?

Una parte dei numeri truffaldini hanno dei codici che sono +375, +371, +381 ecc. Quindi dobbiamo iniziare a stare accorti già dal momento in cui arriva la chiamata ed eventualmente inserirli subito nella black list bloccando così la truffa sul nascere.

Come proteggersi dalle truffe telefoniche su WhatsApp?

Innanzitutto l’adulto deve avvisare figli, genitori o parenti a non rispondere o dare dati personali su WhatsApp. Spesso i ragazzi rispondono in maniera superficiale a questi numeri incorrendo poi nella truffa, esponendo così i propri cari a problemi economici seri. Capita ad esempio che si ricevano strani sms su WhatsApp, dei veri phishing, che promettono sconti esorbitanti di una specifica azienda o di un brand, sconti su bollette delle utenze, e così via. Per ricevere queste promozioni si richiedono spesso dati anagrafici e bancari, una volta abboccati, nel termine di qualche minuto, questi dati vengono requisiti e utilizzati per la truffa vera e propria.  Bisogna fare attenzione anche alla ricezione del messaggio, se compare ad esempio la dicitura “INOLTRATO”, questo fa capire che non è un messaggio originario ma che è stato inoltrato a più persone. Un altro elemento da valutare è il link. Nello specifico l’indirizzo URL che può nascondere qualche anomalia rispetto a quello originale, tipo con un punto esclamativo, una virgoletta, o delle parti sgrammaticate. In questo caso si deve andare direttamente sul sito ufficiale dell’azienda per confrontare se effettivamente questi sconti o queste promozioni sono reali, collegandosi sempre al suo browser.

Come si concretizza la truffa?

In genere le truffe riguardano le utenze di gas e luce. Iniziano le telefonate presentandosi come compagnie generiche, non specificando l’intestazione dell’ente richiedente. Il truffatore di solito conosce le generalità dell’interlocutore e dopo aver verificato il nome, indirizzo di casa ecc. si aspettano come risposta un nostro “sì” di convalida. Il “sì” è la risposta più inopportuna che si può dare perché da lì parte una registrazione per l’attivazione del contratto truffa. Non bisogna assolutamente dare il codice pod perché è identificativo del luogo in cui avviene fisicamente il prelievo dell’energia elettrica, se lo comunichiamo rendiamo valido il contratto truffa.

Come bisogna comportarsi quando si riceve una chiamata che non riteniamo essere truffaldina?

Il primo elemento è fare attenzione alla forma lessicale delle chiamante, di solito le chiamate truffa partono da numeri esteri o call center fantasmi dell’Est Europa. Si può contattare comunque sia, il nostro gestore originario per confrontare la veridicità delle offerte proposteci, ricordando, come detto, di non rispondere mai con un “Si “alla domanda, facciamo un esempio pratico: Alla domanda, “Parlo con il signor Rossi?” si deve rispondere con un “Chi parla? “evitando così di attivare una registrazione truffaldina.

Chi sono le vittime più frequenti delle truffe telefoniche?

La fascia più debole è quella degli anziani, soprattutto se la telefonata riguarda il mancato pagamento di un ticket sanitario. Spesso si registrano anche casi di adolescenti nella fascia dai 10 ai 16 anni di età, perché per loro alcune volte è un gioco. Infatti nella convinzione che siano loro stessi a prendere in giro l’interlocutore, in realtà sono facili prede della truffa, quindi la migliore risposta è quella di riferire che la persona interessata non è in casa, rifiutando così il primo contatto. Avremo cosi il tempo di controllare sul portale della polizia postale o di Stato, per verificare l’attendibilità della fonte.

Kevin Mirto

Set 2021

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