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Settembre presenta il conto: il “caro-ripartenza” delle famiglie tra consumi, scuola e ritorno alla quotidianità

admin

La ripartenza di settembre è diventata un termometro importante. Dopo la “pausa relax” di Agosto, il Paese si rimette in moto. Ma a quale prezzo? Il ritorno a scuola e al lavoro si traduce per le famiglie italiane in un appuntamento tutt’altro che piacevole con portafoglio e calcolatrice. Settembre infatti, concentra in poche settimane una quantità di costi che durante l’estate possono essere rimasti sullo sfondo.

Fare la spesa, andare al lavoro, mandare i figli a scuola, permettere loro di fare sport. Sono bisogni ordinari, ma sempre meno ordinario è il peso che possono avere sul bilancio familiare. È questa, forse, la vera fotografia del caro vita: non soltanto un prezzo più alto sullo scaffale del supermercato o alla pompa di benzina, ma la necessità di riorganizzare continuamente la propria vita per riuscire a sostenere la quotidianità.

Secondo le ultime stime Istat, il quadro economico racconta bene questa difficoltà. Ad agosto l’inflazione è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, spinta soprattutto dai beni energetici. Un andamento che continua a risentire delle tensioni internazionali e che finisce inevitabilmente per riflettersi sulla vita quotidiana. Sul fronte alimentare invece, è il carrello della spesa che torna ad aumentare.

C’è poi la benzina da mettere per andare al lavoro, sono i libri da comprare e le attività dei figli da far ripartire. Anche il modo di muoversi può diventare una scelta da ripensare. Il prezzo medio sulla rete stradale nazionale è arrivato a circa 2,014 euro al litro per la benzina e 2,131 euro per il gasolio. E allora c’è chi lascia più spesso l’auto a casa, chi prova a combinare macchina e metro o treno, utilizzando l’auto solo per raggiungere una stazione più comoda.

E poi c’è la scuola, con tutto ciò che comporta. Libri, quaderni, zaini e cancelleria possono trasformare il ritorno sui banchi in una delle spese più impegnative dell’anno. Il materiale scolastico può arrivare a più di 600 euro per studente. Per una prima superiore, considerando anche corredo e ricambi, il conto può arrivare a più di 1000 euro.

E mentre si cerca di far quadrare queste spese, ricominciano anche le attività che accompagnano la crescita dei ragazzi: sport, musica, danza, lingue. Ma anche questi hanno un prezzo e, quando il bilancio familiare è già sotto pressione, può diventare difficile decidere cosa continuare e cosa rimandare.

Anche per questo ogni strumento capace di ridurre i costi deve essere valorizzato. L’usato può diventare una risposta concreta soprattutto per i libri scolastici, evitando che ogni anno materiali ancora utilizzabili diventino una nuova spesa. Il digitale, dove realmente conveniente e accessibile, può ampliare le possibilità di scelta e offrire nuove modalità per accedere ai contenuti, anche scolastici. Le agevolazioni per i trasporti, i libri e le attività dei ragazzi sono necessarie.

Servono inoltre più trasparenza sui prezzi e sulle condizioni dei servizi, insieme a informazione e assistenza sulle utenze domestiche, per permettere ai cittadini di scegliere e risparmiare con maggiore consapevolezza. Su questi temi, come Udicon siamo sempre in prima linea, per tutelare i consumatori, promuovere maggiore chiarezza e garantire ai cittadini gli strumenti necessari per difendere i propri diritti.

Quelle soluzioni non possono essere una “tantum” o accessibili a poche persone: servono politiche capaci di dare respiro alle famiglie e di rendere più sostenibili le spese di ogni giorno. Noi intanto, siamo tornati operativi come sempre, accanto ai cittadini anche nelle difficoltà più concrete della vita quotidiana.

La tutela che meriti, ogni giorno.

 

Set 2026

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