Anche quest’anno i saldi estivi sono partiti puntuali a inizio luglio, e come sempre hanno acceso il dibattito tra aspettative e trappole. Perché diciamolo: chi non ama l’idea di fare un affare? Ma tra cartellini riscritti, sconti “finti” e piattaforme online improvvisate, l’affare, quello vero, non si trova per caso. Va cercato con attenzione. E va capito.
Luglio è stato un mese caldo, anche per i consumatori. Lo abbiamo visto dai numeri, ma anche dalle tante segnalazioni arrivate ai nostri sportelli. C’è ancora troppa confusione tra “diritto al cambio” e “garanzia sul prodotto”, tra il “recesso online” e le famose frasi tipo “non si accettano resi”. Frasi che, tanto per chiarire, non sempre sono compatibili con la legge.
La verità è che i saldi ci piacciono, ma non devono diventare un momento di deregulation, dove tutto è lecito “perché c’è lo sconto”. I diritti dei consumatori non si mettono in pausa, neanche sotto l’ombrellone.
E allora qualche consiglio, se state ancora valutando un acquisto o volete fare un po’ di ordine tra i dubbi:
- Conservate sempre lo scontrino: è la vostra assicurazione in caso di difetti.
- Non fatevi intimidire da cartelli con scritto “niente cambi”: se il prodotto è rovinato o non conforme, il venditore deve intervenire.
- Comprate online solo da siti sicuri, con recensioni vere e contatti chiari.
- E ricordate: per legge, sugli acquisti a distanza avete 14 giorni per ripensarci.
Insomma, l’informazione è l’unico sconto che vale tutto l’anno. E la trasparenza dovrebbe essere il vero “valore aggiunto” di ogni esercente, molto più di un ribasso temporaneo.
Come Udicon, abbiamo rilanciato anche quest’anno il nostro decalogo per i saldi: dieci regole semplici per acquistare con la testa prima che col portafoglio. Ma oltre ai consigli, serve una cultura del consumo più consapevole. Dove informarsi non è un optional, ma un’abitudine.
Perché un consumatore informato non solo fa scelte migliori, ma migliora anche il mercato. E quando migliora il mercato, vinciamo tutti.