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Cyberbullismo, un fenomeno preoccupante

da | 15 Feb 2021 | Presidenza Nazionale

È purtroppo una piaga sociale di cui ormai se ne parla da anni: il bullismo e il cyberbullismo sono dei fenomeni sociali distruttivi soprattutto se si tratta di giovani adolescenti, ne parliamo da anni ormai ma, mai come quest’anno, era necessario confrontarci con i ragazzi perché, secondo indagini condotte sul fenomeno, nel periodo di pandemia i casi sono notevolmente aumentati.

Vuoi perché costretti a casa, molte volte con la scusa di seguire le lezioni in dad, i giovani hanno seriamente abusato dei social e, di conseguenza, i casi di cyberbullismo hanno registrato una impennata senza precedenti.

C’è da dire che l’era digitale che investe le nostre vite quotidiane ha in qualche modo contribuito in alcuni casi alla diffusione del bullismo: la nascita di nuovi social network quali TikTok o Instagram, che registra una percentuale cospicua di utenti minorenni, ha permesso a molti ragazzi di entrare in un circuito di like e commenti che, in alcuni casi, sfuggono al controllo rendendo la vita impossibile ai malcapitati.

Ciò che in questo momento desta più preoccupazione è che si è abbassata notevolmente l’età in cui i ragazzi iniziano ad utilizzare i social, se fino allo scorso anno il numero di bambini nell’età 0-9 anni era considerato per lo più marginale nello studio su bullismo e cyberbullismo, con il lockdown tale fascia di età ha iniziato a rientrare tra quelle su cui fare più attenzione, registrando anche un incremento nei casi si adescamento dei minori.

Noi come U.Di.Con. siamo impegnati attivamente nella lotta contro questi fenomeni e, come ogni anno, il 22 febbraio terremo il 3° Convegno Nazionale dal titolo “Bullyface: il volto del bullismo”, questa volta in webinar per continuare ad informare e sensibilizzare i giovani sul tema. Non possiamo infatti abbassare la guardia di fronte a questi dati e, se come successo nelle precedenti edizioni, riuscissimo attraverso il confronto con gli studenti a far emergere anche un solo caso di bullismo, sarà comunque una grande vittoria. È nostro dovere continuare a spronare i ragazzi anche con l’aiuto di esperti del settore e con le testimonianze, non a caso quest’anno abbiamo invitato la Fondazione Carolina, perché speriamo che storie come quella di Carolina Picchio non si ripetano più e che il suo ultimo messaggio prima di togliersi la vita ““Le parole fanno più male delle botte. Ciò che è accaduto a me non deve più succedere a nessunonon debbano più essere lette da nessun genitore.

Non dobbiamo mai smettere di ricordare che gli strumenti per fermare questo fenomeno ci sono.

La parola d’ordine è la prevenzione: anche  il Ministero dell’Istruzione è impegnato da tempo sul fronte della prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, di ogni forma e violenza, sensibilizzando i genitori, a prestare la massima attenzione verso i loro figli, sia maggiorenni ma soprattutto anche quelli minorenni, parlando con loro, discutendo amichevolmente nel pieno rispetto della loro privacy,  tenendo sempre e costantemente un occhio di riguardo, specie se si manifesta qualche atteggiamento strano.

Da parte nostra e, nel nostro piccolo, non ci faremo mai indietro e siamo pronti ad ascoltare la storia di ogni ragazzo che trovi la forza di denunciare.

Denis Nesci